Agnesi partecipa alla 81° Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba


Assecondando quell’impulso che l’ha sempre spinta a ricercare nuove combinazioni di sapori e giochi di aromi e consistenze, quest’anno Agnesi sale ad Alba, nelle Langhe, per celebrare un matrimonio di interesse: quello tra la sua migliore pasta di grano duro e il meraviglioso tartufo bianco d’Alba. Due mondi, quello solare del grano e quello segreto della terra di Langa, che si incontrano per la prima volta, dando luogo a un connubio perfettamente bilanciato e ricco di armonia.
Una combinazione inedita, quella tra pasta secca e tartufo, che sorprende e compiace i palati esigenti dei gastronauti, appassionati cultori del mangiar bene.
Un programma ricco di appuntamenti dove poter degustare l’incontro sublime, sapientemente interpretato dalle mani di 3 grandi chef.


CULTURA D’ACQUA E DI TERRA: LIGURIA E PIEMONTE
È una storia di scambi quella che unisce fin dall’antichità la Liguria, terra d’acqua e di sole, al Piemonte delle Langhe e dei ritmi ancestrali di campi e boschi. Una regione nutre l’altra con i suoi prodotti, generazione dopo generazione gli uomini percorrono la Via del Sale che dal mare si inerpica verso la montagna. Trasportano il prezioso “oro bianco”, ma anche acciughe, grano, olio, legname, canapa e la loro strada incrocia quella di predicatori, contrabbandieri, artisti in un incessante andare e tornare costellato di storie, leggende e tradizioni.
Oggi quelle medesime vie sono percorse da appassionati “ricercatori” a caccia di sapori e profumi che rimandano proprio a quella storia che unisce la vastità del mare alla maestosità delle montagne.
Non è dunque un caso se il giallo caldo della pasta Agnesi incontra la delicata sfumatura di bianco del tartufo d’Alba, se il sapore di grano sposa l’aroma intenso e inebriante del più misterioso prodotto delle terre di Langa.
La loro unione celebra e rinnova un’intesa nata molti secoli fa, un’intesa fatta di merci, ma anche di un sentire comune che ha prodotto cultura, arte e bellezza.

3 CHEF 3 RICETTE

Agnesi ha chiesto a 3 grandi chef di creare e proporre altrettante ricette in cui la sua pasta di grano duro incontra il tartufo bianco d’Alba. Ne sono nati 3 piatti dotati di personalità e gusto, un’esperienza da non perdere.

Enrico
Crippa
PRESENTA

Mezze maniche Agnesi al sugo di tartufo nero, ragù crudo di fassona, tartufo bianco d’Alba e acciuga.

Masayuki
Kondo
PRESENTA

Tortiglioni Agnesi mantecati al burro d’alta Langa, crema di parmigiano, cardi, salsiccia di Bra e tartufo bianco d’Alba.

Pier
Bussetti
PRESENTA

Spaghetti Gemma Agnesi al burro con pepe rosso “Utirancotta” di Sarawak affumicato, latte di riso basmati e tartufo bianco d’alba.


Enrico Crippa nasce nel 1971, diplomato presso l'Istituto Alberghiero di Monte Olimpino, Como. La prima esperienza nel campo della ristorazione avviene a sedici anni come commis nello storico ristorante milanese di Gualtiero Marchesi. Inizia da qui una folgorante carriera che gli darà modo di collaborare con alcuni tra i migliori chef europei: Christian Willer, Gislaine Arabian, Antoine Westermann, Michel Bras, Ferran Adria. Nel 1990, a Sologne, riceve il primo premio del Concorso Artistico di Cucina, bissando nel '92. Nel 1996 avvia a Kobe il ristorante di Gualtiero Marchesi e resta in Giappone al Rhiga Royal Hotel di Osaka fino al 1999. Fondamentale per la sua cucina l'esperienza di questi 3 anni. Rientra in Italia dove cerca un luogo adatto per il suo ristorante. Nel 2003 l'incontro con la famiglia Ceretto, gli permette di realizzare questo suo desiderio che nel 2005 prende avvio con il ristorante Piazza Duomo, in Alba. Nel 2006 la prima conferma del suo talento ovvero la Stella Michelin, e nel 2009 un nuovo traguardo che lo proietta nel gotha della ristorazione italiana, le Pier Bussetti 2 stelle Michelin.

La passione di Masayuki Kondo per la cucina è iniziata da bambino, quando aiutava la mamma cuoca nella preparazione dei piatti tradizionali giapponesi. Crescendo ha frequentato l’istituto alberghiero e ha incominciato a muovere i primi passi nelle cucine di prestigiosi ristoranti Italiani in Giappone. Da qui la volontà di trasferirsi in Italia, per apprendere meglio le sue tradizioni enogastronomiche, si è fatta sentire sempre di più. L’arrivo in Italia è avvenuto nel lontano 2004, quando ha collaborato con alcuni ristoranti ad una stella Michelin quali Da Guido a Pollenzo, All’Enoteca a Canale, Zur Rose ad Appiano per poi approdare alle due stelle St. Hubertus a S. Cassiano Alta Badia e successivamene Villa Crespi ad Orta S. Giulio. Con lo Chef Antonino Cannavacciuolo si è stretto un rapporto di amicizia e collaborazione, finché è arrivata la sua proposta di coordinare il Team dei suoi allievi alla Locanda del Pilone, una splendida isola felice di proprietà della famiglia Boroli in cima alle colline che dominano Alba. Questo è stato l’inizio dell’avventura che l’ha portato nel firmamento dell’ambita Guida Rossa Michelin.

Pier Bussetti nasce a Chivasso nel 1968. Figlio di commercianti, vive e cresce nel negozio di alimentari dei genitori. Frequenta l’Istituto Alberghiero “G.Colombatto” di Torino, scuola che, grazie al suo insegnante e “Maestro” Gilberto Rosa, accende una grande passione che fin da subito si riflette nel suo percorso formativo e che lo porterà ad esperienze di fondamentale importanza prima in Italia, poi in Francia, Giappone, U.S.A. e Spagna. Nel 2007 apre con la sua socia storica, Rosanna Basso, il Ristorante Locanda Mongreno a Torino, collocandosi ai vertici della ristorazione del capoluogo sabaudo e della regione stessa. Dopo dodici anni il ristorante si è trasferito nella prestigiosa sede del Castello di Govone, Residenza Reale dei Savoia, dal 1997 Patrimonio dell'Umanità. Il ristorante "Pier Bussetti al Castello di Govone” si trova nelle ex Scuderie Reali del maniero e pur mantenendo intatte le parti storiche delle scuderie, lo rinnova con l’inserimento di contenuti contemporanei. Chef, consulente in materia di ristorazione, Pier Bussetti è anche docente presso l’Istituto Professionale Alberghiero di Stato e presso lo IAAD di Torino, dove detiene la cattedra del Corso “Food & Design”.